Ai margini della luce
STAGIONE TEATRALE 2025/2026 26 aprile 2026 ore 17:30 Via della Liberazione, 39 – Fiorenzuola d'Arda (PC) Teatro Verdi
Concertato a due per FRANCESCO D’ASSISI
due anniversari, una voce
di e con Alessio Boni e Marcello Prayer
Ottocento anni dalla composizione del Cantico delle Creature 1225-2025 dalla morte di Francesco d’Assisi 1226-2026 il 2025 e il 2026 celebrano due ricorrenze che invitano a riflettere sulla figura di Francesco d’Assisi, sulla sua eredità spirituale e sulla sua voce poetica, ancora viva e presente nel cuore di chi lo ascolta.
Alla fine dei suoi giorni terreni, mentre era gravemente ammalato e segnato dal dolore, Francesco compone il Cantico delle Creature, un inno che ancora oggi è capace di trasformare la realtà visibile in preghiera e lode. Dopo pochi mesi, l’uomo che aveva cantato la bellezza e la fraternità universale accoglie la morte sulla nuda terra, lasciandoci un ultimo testamento, quasi una visione: dobbiamo essere capaci di abbracciare ogni fragilità per poterla trasformare in luce. L’esempio e la parola di Francesco continuano a parlarci: in un mondo sospeso tra disincanto e speranza, la sua voce rimane un richiamo potente a riscoprire la realtà come dono e l’altro come fratello. Il concertato a due è scena in cui i canti di più personaggi si intrecciano in un insieme liberamente polifonico questa una delle definizioni dalla Treccani, questa la nostra chiave e radice. Il tutto ha origine dalla formazione che abbiamo ricevuto dal nostro maestro, Orazio Costa Giovangigli, il quale usava il coro come strumento pedagogico e formativo, tanto da ritenerlo “validissimo, anzi assolutamente unico nell’insegnamento, […] forse assolutamente ideale per la formazione d’un gruppo e per ottenere un rendimento forse prodigioso”. Era un suo punto fisso: l’estensione corale, grazie ad ampie convergenze di esercizi mirati, aiutava a migliorare il singolo individuo. Proprio da uno di questi esercizi, chiamato da Costa rimuginando, nasce la chiave interpretativa che ha dato forma a ciò che noi oggi chiamiamo concertato a due: due voci che si rincorrono, tornano indietro, si sovrappongono, fino a fondersi e diventarne una. Sì, un’unica voce che tanto desidereremmo si potesse intrecciare - di volta in volta - a quella del poeta che ci condurrà con sé.