Come diventare ricchi e famosi da un momento all'altro
TRE PER TE 2025/2026 - ALTRI PERCORSI 09 aprile 2026 ore 21:00 Via G. Verdi, 41 – Piacenza Teatro Municipale
testo e regia Emanuele Aldrovandi
con Tomas Leardini, Silvia Valsesia, Serena De Siena, Luca Mammoli
aiuto regia Luca Mammoli | scene Francesco Fassone
costumi Costanza Maramotti | luci Antonio Merola
ambiente sonoro Riccardo Tesorini
movimenti Olimpia Fortuni | trucco Giorgia Blancato
realizzazione maschera Micol Russo e Cristina Ugo
collaborazione realizzazione scena Jessica Koba
collaborazione realizzazione costumi Nuvia Valestri
grafiche Anna Resmini
produzione Associazione Teatrale Autori Vivi, Teatro Stabile di Torino -Teatro Nazionale, Emilia-Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
durata: 1h 30′
Cosa siamo disposti a fare per realizzare i sogni che abbiamo proiettato sugli altri? Dopo una tournée in tutta Italia con oltre settanta repliche, torna in scena Come diventare ricchi e famosi da un momento all’altro, scritto e diretto da Emanuele Androvandi. Al centro della storia, una madre e il suo piano bislacco per aiutare la figlia, di soli sei anni, a diventare un’artista di successo: per farlo è disposta a qualunque cosa. Il racconto di Ferdinando, compagno riluttante e voce narrante, è un viaggio tra ricordo e alluci-nazione che spinge dinamiche assolutamente reali fino alle loro conseguenze più estreme. Una commedia divertente e spietata sulla complessità dei legami affettivi, sull’ambiguità delle nostre aspirazioni e su quanto siamo disposti a sacrificare, o a far sacrificare, in nome del successo. Senza moralismi né giudizi, lo spettacolo interroga il nostro modo di intendere la felicità, l’educazione, la realizzazione e soprattutto il rapporto con l’arte: cosa significa essere “bravi” in un contesto non-oggettivo in cui il consenso definisce il valore?
“Si ride un sacco e ci si commuove alla fine, si esce divertiti, ma con qualche pensiero con cui fare i conti poi, a sipario chiuso. E non è cosa da poco per una serata a teatro.” (Nicola Arrigoni, «Sipario»)