Fred Frith in concert
MUSICHE NUOVE A PIACENZA 2026 27 febbraio 2026 ore 21:15 Via S. Eufemia, 12 – Piacenza Auditorium della Fondazione
FRED FRITH
Considerato da critica e appassionati uno dei più grandi chitarristi viventi, non solo per la tecnica ma per aver ampliato in oltre cinquant’anni le possibilità espressive della chitarra, compositore e docente di fama internazionale, Fred Frith è fondatore di gruppi storici come Henry Cow e Art Bears e ha collaborato con artisti quali Robert Wyatt, The Residents e Mike Oldfield.
Visionario pioniere dell’improvvisazione e del suono, il suo concerto piacentino sarà un’esplorazione radicale della chitarra, tra ricerca timbrica e libertà creativa, un evento imperdibile per chi ama la musica contemporanea e sperimentale.
“It’s strange stuff, music, a lot of it is highly suspect”
(Derek Bailey)
Highly suspect, “altamente sospetta”: con questa espressione Bailey, chitarrista e pioniere della libera improvvisazione, intendeva criti-care la musica che riteneva prevedibile e commerciale.
Se esiste un musicista davvero imprevedibile, con una concezione della musica come entità incompiuta e in continua evoluzione, capace di sfidare e ridefinire le convenzioni sonore, è Fred Frith.
Nel corso di oltre cinque decenni di attività, Fred Frith ha sviluppato un linguaggio musicale in costante evoluzione, sospeso tra scrit-tura, improvvisazione e sperimentazione sonora. La sua ricerca non si è mai limitata allo strumento, ma ha progressivamente ridefinito il ruolo stesso della chitarra, trasformandola in un vero laboratorio di possibilità timbriche, ritmiche e strutturali. Fondatore degli Henry Cow, formazione centrale nell’avanguardia rock europea degli anni Settanta, Frith ha contribuito a sviluppare un linguaggio che in-trecciava rock, improvvisazione e composizione contemporanea, influenzando profondamente la musica sperimentale. Un altro snodo decisivo è rappresentato dai Massacre, il trio con Bill Laswell e Fred Maher, dove energia elettrica, tensione ritmica e libertà formale convergono in una delle esperienze più originali del rock d’avanguardia.
Accanto ai propri progetti, Frith ha sviluppato un’intensa attività collaborativa, lavorando con personalità come Mike Oldfield, Robert Wyatt, Brian Eno, John Zorn e Derek Bailey, in contesti ogni volta differenti, ma sempre coerenti con la sua visione aperta e non con-venzionale della musica.
Parallelamente alla dimensione concertistica, ha svolto un importante ruolo come docente di composizione e improvvisazione al Mills College di Oakland. Anche dopo il pensionamento, la sua attività non ha conosciuto interruzioni: nuove opere, registrazioni e perfor-mance continuano a testimoniare una creatività in costante movimento.Alcune opere permettono di cogliere con particolare chiarezza la portata della sua visione musicale. Guitar Solos, pubblicato nei primi anni Settanta, resta un lavoro seminale: non semplicemente un disco per chitarra, ma una radicale ridefinizione dello strumento, sottratto alle convenzioni tecniche e stilistiche per diventare territorio aperto di esplorazione sonora.
Di straordinaria importanza è anche il ciclo di registrazioni realizzate per la Ralph Records, etichetta legata ai Residents, gruppo se-minale con il quale ha più volte collaborato. Album come Gravity, Speechless e Cheap at Half the Price mostrano un altro volto della sua ricerca: composizioni ricche di invenzioni timbriche, ironia, frammentazione e imprevedibilità formale, in un equilibrio unico tra scrit-tura e libertà.Un passaggio decisivo è rappresentato da Live in Japan: The Guitars on the Table Approach, documento emblematico del suo celebre “guitar table approach”, in cui lo strumento viene fisicamente e concettualmente trasformato in oggetto sonoro, generatore di risonanze, texture e strutture inattese.
Tra i lavori più significativi emerge Step Across the Border, progetto che è insieme disco e film. Il documentario, realizzato da Nicolas Humbert e Werner Penzel, segue Frith tra Europa, Giappone e Stati Uniti, restituendo non tanto un ritratto biografico quanto una vera immersione nel suo universo creativo. Non a caso i Cahiers du Cinéma lo hanno incluso tra i cento film più influenti del XX secolo: un’opera che riflette la stessa natura mobile, aperta e inafferrabile della sua musica.
Accanto ai lavori solisti, fondamentali restano esperienze collettive come gli Skeleton Crew, dove l’interazione tra scrittura, improv-visazione e invenzione strumentale raggiunge esiti di sorprendente originalità, così come le numerose collaborazioni che attraversano mondi sonori differenti, dai dialoghi chitarristici con Henry Kaiser alle esplorazioni con Lol Coxhill. La sua presenza si estende inoltre a progetti dirompenti come i Naked City di John Zorn, contesto in cui la sua sensibilità sperimentale si confronta con una delle forma-zioni più radicali e imprevedibili della scena downtown newyorkese.
Il 18 novembre del 2022 il leggendario ensemble Henry Cow si è riunito per un concerto proprio qui a Piacenza, replicato a Palermo la sera successiva, sotto il nome Henry Now, a sottolineare che non si trattava di una reunion ma di un ritrovarsi a inseguire sempre nuove semantiche musicali. L’album uscito per la nostra etichetta Dark Companion ne testimonia l’estremo valore artistico. Sempre per la Dark Companion è in fase di registrazione un progetto assieme alla vocalist e polistrumentista Annie Barbazza, che è stata ospite nel concerto Henry Now.
Ascoltare Fred Frith dal vivo significa assistere alla musica mentre prende forma, si scompone, si reinventa.È un’esperienza che non si replica, ma si vive.
Giuseppe Federico